Sul perché i veri lettori leggono (anche) gli ebook

Si sente spesso parlare di profumo dei libri come sinonimo di aroma rilassante o corroborante, quasi magico. Il modo di dire è utilizzato spesso dai lettori più reazionari in contrapposizione alla fredda e digitale nota olfattiva degli e-book, i libri elettronici. Nonostante possa sembrare, a un primo sguardo verso le dispute sul web, che esistano due vere e proprie fazioni ben distinte di lettori, in realtà i lettori più affezionati alla lettura in sé e per sé, e non all’oggetto libro, sanno benissimo che stat rosa pristina nomine, o comunque, una storia è una storia, qualunque sia la sua declinazione o il mezzo di fruizione.

Ad essere sinceri il profumo dei libri, quello vero, ha senso solamente con i vecchi tomi che riportano alla mente memorie e sensazioni del passato. Il profumo di un camino, la carta ingiallita dal tempo, l’idea che quelle pagine siano state sfogliate chissà da chi, chissà dove e chissà quante volte nel corso della Storia. Il profumo dei libri nuovi non può competere con cotante sensazioni, al massimo odora di cartiera e inchiostro, e molto spesso questo mix letale è tutto fuorché piacevole o aromatico.

C’è stato un momento, per tutti i lettori di cartacei, in cui hanno soppesato la possibilità di provare a leggere con un supporto elettronico. Valutando di acquistare il così detto e-reader, che altro non è che il dispositivo fisico che consente di visualizzare e leggere gli e-book. Forse alcuni di loro per un momento hanno avuto una sorta di preventiva nostalgia del profumo delle pagine, magari una malinconia del gesto rituale per eccellenza: aprire la prima pagina del libro e intraprendere il viaggio verso l’Altrove che vi è narrato. Forse riaprendo gli occhi, come risveglio dal sogno, avranno girato rapidamente lo sguardo verso le librerie di casa ormai gonfie di tomi e volumi, tanto da non poterne più contenere degli altri, o verso il comodino che di giorno in giorno diventa più pericoloso, come una torre di Babele fatta di libri sul punto di crollare. O magari avranno aperto il portafogli, fatto due rapidi calcoli simili a quelli in cui solitamente si applicano le persone che decidono di smettere di fumare e hanno pensato che la loro sete di storie non avrebbe più potuto essere colmata a lungo, trovando una soluzione più economica per proseguire le loro sane e vecchie abitudini: leggere un libro ogni mese, o addirittura ogni settimana nei casi più gravi (il mio).

Ecco, per me l’acquisto dell’e-reader è stato un mix di queste evidenti realtà e ho iniziato a informarmi con tutte le riserve del lettore tradizionale e con tutte le domande che frullano nella testa di chi lascia (o comunque compensa, dato che non ho mai smesso di leggere anche i cartacei) la via vecchia per la nuova. I quesiti più comuni sul passaggio all’e-book, quelli che mi univano a schiere di lettori dubbiosi e indecisi, suonavano allarmanti: Mi faranno male gli occhi? Sarà comodo sfogliare le pagine? Come acquisto un e-book? E se poi la lettura si interrompe proprio sul più bello perché finisce la batteria? Le domande sul mancato profumo me le sono risparmiate perché odorare i libri e l’inchiostro, in vero, mi ha sempre fatto schifo. Che tradotto in sintomi significa che sniffare i libri mi provoca da sempre la salivazione malsana che precede la nausea, per questo mi è capitato ben poche volte e solo con libri davvero vecchi e con fuori catalogo il cui acquisto ho cullato per mesi. Gli odoracci dei freschi di stampa li lascio ad altri.

Non intendo scrivere un articolo tecnico sugl e-reader disponibili in commercio o fare una comparazione fra i modelli. Voglio invece parlarvi della mia esperienza con un e-reader Kindle, che ho acquistato dopo aver letto per due anni, dal 2010 al 2012, con un e-reader di una nota marca francese che non citerò perché alcuni amici emiliani mi hanno detto che nel loro dialetto il termine è una parolaccia. Scherzo, non mi frega della parolaccia è che l’esperienza non è stata ottimale e aveva una miriade di difetti che lo hanno portato ad essere inutilizzabile dopo appena due anni (trascorso il tempo di garanzia, come ogni dispositivo elettronico moderno che si rispetti).

Ormai da sette anni utilizzo un comodissimo Kindle nel modello base: 6 pollici, wi-fi integrato e nessuna retroilluminazione presente. Questo significa che per leggere un e-book la notte devo lasciare la luce accesa, una pratica abituale fin da quando ero bambina, quindi rassicurante e positiva. La batteria dura ancora oggi circa tre settimane con un utilizzo giornaliero di circa una o due ore, e lo posso caricare anche con il caricabatterie del mio cellulare perché ha un normalissimo attacco mini-usb. Quando lo riaccendo appare la pagina che avevo lasciato il giorno prima, così posso riprendere subito la lettura.

Oggi il mio vecchio e caro Kindle basic non è neppure più disponibile all’acquisto, sostituito dall’upgrade Nuovo Kindle con luce integrata che consente di leggere gli ebook anche al buio. Il costo resta comunque davvero conveniente, meno di 80 euro per un dispositivo capace di contenere una biblioteca di migliaia di libri.

Oltre al modello base, il dispositivo Amazon Kindle è disponibile nella tipologia più performante Kindle PaperWhite, con schermo antiriflesso più luminoso, una risoluzione molto alta, e (udite udite) la capacità di resistere anche all’acqua.

Completa la rosa di dispositivi il Kindle Oasis, top gamma con tonalità della luce regolabile, una miglior resistenza all’acqua e dotato di pulsanti per voltare la pagina, al contrario degli altri dispositivi che funzionano unicamente tramite touch-screen.

Unico elemento da ricordare, i dispositivi Kindle non riescono a leggere i formati classici .epub, che funzionano invece su tutti gli e-reader di altre marche, ma solo i formati proprietari Amazon, quindi .mobi e .azw oppure i classici formati PDF, HTML o JPEG, che comunque sconsiglio in lettura perché non sono comodi quanto i formati dedicati appositamente agli e-book, che possono essere ingranditi o rimpiccioliti a piacere e si adattano alla perfezione allo schermo del dispositivo. Esistono comunque dei programmi appositi per trasformare velocemente i formati epub in mobi, e viceversa, per poter leggere molti più ebook nel proprio dispositivo (ma attenzione, non tutti possono essere trasformati: sono esclusi quelli dotati di protezione DRM).

Insomma, credo che nella lotta fra libro cartaceo e digitale, come al solito vince chi ama leggere delle belle storie. L’unica (r)osa che conta per un lettore. Il libro, in fin dei conti, è un mutaforma che mantiene intatta la sua vera essenza.

E voi, cosa ne pensate di questa strana lotta?

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