Riapre in Scozia Moat Brae, la villa che ispirò L’isola che non c’è

Non tutti sanno che la maggiore ispirazione di JM Barrie per l’ambientazione fiabesca e avventurosa del suo capolavoro, Peter Pan, arriva da un edificio in particolare: la villa in stile georgiano nota come Moat Brae House. Costruita nel 1923 dall’architetto Walter Newall a Dumfries, in Scozia, è stata per l’autore di Peter Pan uno dei luoghi di gioco più amati della sua adolescenza. Grazie a un lungo restauro costato 8,5 milioni di sterline, Moat Brae è in procinto di aprire al pubblico, con un innovativo Centro nazionale per la letteratura e la narrazione per bambini.

L’iniziativa è nata per realizzare un nuovo e più ampio storytelling che contribuisca alla crescita del turismo culturale in Scozia, infatti nella villa sarà possibile ammirare tantissime attrazioni che hanno reso Neverland, l’Isola che non c’è, un luogo avventuroso e fatato per milioni di bambini in tutto il mondo. Tutti gli amanti delle avventure di Peter Pan troveranno a Moat Brae una nave pirata a grandezza naturale, una laguna a forma di sirena e la casa di legno dei Bambini Sperduti.

JM Barrie (1860-1937) si trasferì per studiare a Dumfries nel 1873. Partì da Kirriemuir dove era cresciuto come uno dei dieci figli di una famiglia di tessitori, e descrisse i cinque anni trascorsi frequentando l’Accademia di Dumfries come alcuni dei più felici della sua vita.

Nella cittadina scozzese conobbe i fratelli Stuart e Hal Gordon, che vivevano a Moat Brae con i loro genitori, e in seguito descrisse i giardini in pendenza sulle rive del fiume Nith, che spesso frequentava durante i suoi giochi, come la “Terra Incantata”, ma anche come “la genesi di quel lavoro nefasto [Peter Pan]”. Nefasto perché partì da una tragedia familiare, la scomparsa di suo fratello maggiore David, che morì a 14 anni mentre pattinava sul ghiaccio (a quei tempi, Barrie aveva appena 7 anni e sentì per sempre il peso di quella morte, il senso di colpa verso la madre per essere sopravvissuto al suo figlio prediletto).

La storia di Moat Brae è comune a quella di molte ville storiche: è stata una residenza privata, poi caduta in rovina. Agli inizi del Novecento venne utilizzata come casa di cura, e a lungo disabitata prima di essere acquistata dal Peter Pan Action Group nel 2009.

Sostenuto dall’attrice e attivista Joanna Lumley , che ha un legame personale con l’area, il team del Peter Pan Moat Brae fin dal 2011 ha raccolto fondi per restaurare l’edificio esistente, e successivamente ha finanziato un intervento più in linea con la promozione dell’opera di Barrie con la creazione di un giardino avventuroso ispirato al libro di Peter Pan, grazie al supporto del National Lottery Heritage Fund, del Creative Scotland e dell’Historic Environment Scotland, insieme al governo scozzese e al consiglio di Dumfries e Galloway.

La nuova, restaurata Moat Brae sarà aperta al pubblico dal prossimo 1° giugno. In tutti e tre i piani della villa saranno disponibili mostre interattive con i giocattoli dell’epoca, e anche l’originale Campanellino/Trilly, una piccola campana che Barrie ha acquistato e che soleva suonare ogni volta che il suo personaggio fatato appariva nella versione originale della storia.
Fra le attrazioni, c’è anche un attico in cui i visitatori possono tentare di catturare l’ombra di Peter Pan o strisciare attraverso la cuccia del cane babysitter, Nana, in un teatrino fornito di fantasiosi oggetti di scena. Moat Bra offre poi moltissimi comodi angolini in cui sedersi a leggere uno dei migliaia di libri presenti. Oltre alla loro disponibilità per i visitatori, i volumi donati costituiranno presto una biblioteca di comunità gratuita per i bambini di Dumfries.

“Non volevamo un archivio di libri che nessuno potesse toccare”, afferma Simon Davidson, direttore del centro di Moat Brae. “La nostra visione è molto semplice: vogliamo costruire un mondo in cui la lettura e la narrazione sono parte integrante della crescita”. Davidson è fiducioso nei nuovi metodi di narrazione immersiva, che utilizza processi multisensoriali per portare i libri fuori dalla pagina. “Il meccanismo di apprendimento non è univoco. Vogliamo trovare modi per coinvolgere i bambini che non possono o che hanno difficoltà a leggere, e ci sono molti modi per trasmettere una storia”.

L’iniziativa coglie il bellissimo insegnamento che si trova fra le pagine di Peter Pan, che rimane una delle letture più emozionanti che possano capitare nella vita di un lettore, impossibile da cancellare dalla mente:

“C’è un’Isola che non c’è per ogni bambino, e sono tutte differenti.”

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