Lettori che odiano gli editori (e non solo)

È di questi giorni la notizia dell’imminente approvazione del disegno di legge per la promozione della lettura che dovrebbe, fra le altre cose, imporre un tetto di sconto massimo sui libri pari al 5%, a fronte del 15% vigente attualmente con la Legge Levi. Non sono pochi i lettori che già parlano di un sistema che invece che diffondere la lettura, tenderebbe piuttosto a ucciderla. I soldi per i libri, insomma, sembrano essere più pesanti di quelli che si cacciano ogni giorno per decine di altri oggetti altrettanto inutili. L’ultimo aggettivo l’ho utilizzato di proposito non per denigrare i libri, per chi non lo sapesse, sono anche io un editore e i libri li amo come fossero dei figli, ma per ribadire che il libro, come ogni altro oggetto culturale, non è un bene di prima necessità, per intenderci, assolutamente necessario alla vita come l’acqua o il cibo. Ma se non ci fossero i libri e le storie, ne converrete, vivremmo tutti un po’ peggio.

Quindi vorrei far comprendere (se non del tutto, almeno in parte) a tutti i lettori che in questi giorni si stanno lamentando nei fiorenti e popolosi gruppi di lettura online, in cui spendono tanto tempo a vantare questo o quell’altro libro, a esaltare i propri scrittori e le scrittrici preferiti, a far sapere a perfetti sconosciuti quanto i libri li abbiano salvati in diverse occasioni della loro vita, che andar contro a una legge che protegge i lavoratori della filiera del libro non è solo egoistico, ma è anche controproducente e piuttosto stupido, perché chi vuole davvero leggere trova un modo, anche quando non ha i soldi per acquistare i libri, senza dover sempre e per forza inveire contro una categoria di professionisti, che in questo caso, guarda il caso, è proprio quella che consente ai libri di arrivare in libreria.

Chiunque si stia lamentando per la nuova legge sulla scontistica al ribasso dedicata ai libri, provi a seguire con me questo ragionamento, piuttosto polemico, mi rendo conto, ma (per il mio fegato) necessario…

Posto che le biblioteche sono dei luoghi meravigliosi dove poter chiedere in prestito GRATIS tutti i libri che si vogliono, non capisco come facciate a non capire che dietro la produzione di un libro ci lavorano moltissime figure professionali oltre l’autore che è “primo motore immobile” di ciò che leggete, dato che la filiera editoriale, che fa arrivare storie sempre fresche sui vostri comodini, comprende editori (e tutte le figure di redazione, fra cui grafici, correttori, impaginatori, eventualmente traduttori, addetti stampa, commerciali, etc…), stampatori, distributori e librai. Gli smartphone a centinaia di euro vanno bene (e chi ci pensa ormai, agli operai sfruttati? L’importante è avere l’applicazione per vedere il proprio volto invecchiato, o quella per visualizzare i ristoranti disponibili nella zona) i libri che vanno mediamente dai 15 ai 28 euro (importi superiori sono, giustamente, per le edizioni di lusso) uccidono la cultura.

RIPIGLIATEVI, seriamente.

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *