La saga degli Iremonger

I segreti di Heap House #1

I segreti di Heap House è il primo volume della Trilogia degli Iremonger, scritta e illustrata dall’autore britannico Edward Carey. Ambientato nei sobborghi della Londra di epoca vittoriana, stupisce per il sapiente mix di dettagli storici, come le condizioni di vita disagiate dei proletari e dei bambini, e ispirazioni urban fantasy e gotiche, che rendono la saga intrigante a tutte le età, non solo per il target young adults cui principalmente si rivolge. Inquadrare I segreti di Heap House in un unico genere è un’operazione assai complessa, e forse anche inutile. Al lettore incuriosito dall’incipit basti sapere che la Famiglia Iremonger da generazioni si occupa di tenere a bada i così detti “cumuli”, la spazzatura di Londra. Heap House, la grande e decadente villa in cui vivono, è in realtà un luogo misterioso, denso di oggetti e di polvere e di sporcizia che nessuno dei tanti domestici riesce mai a eliminare del tutto. Perché proprio spazzatura e sporcizia è ciò che rende gli Iremonger così potenti e temuti nei sobborghi di Forlichingham, il quartiere periferico di Londra nel cui centro sorge Heap House. Il romanzo è narrato a più voci, da un lato c’è Clod Iremonger, il ragazzo capace di ascoltare le voci di tutti gli oggetti natali, dall’altro Lucy Pennant, un’orfana che viene portata a Heap House dopo la morte, o meglio la scomparsa, dei suoi genitori. Sembra infatti che la sparizione della maniglia di ottone di zia Rosamud sia solo il primo di una serie di eventi che porteranno il quartiere dei cumuli ad affrontare uno strano morbo, assai contagioso, a causa del quale diventerà estremamente difficile distinguere la differenza fra le persone e le cose. Da un punto di vista narrativo, l’avventura gotica avvince e interessa il lettore, mentre dal lato più filosofico, la riflessione su come le persone in taluni casi possano trasformarsi in oggetti, cose o addirittura spazzatura, riempie il libro di significati più profondi. Le illustrazioni in bianco e nero dell’autore contribuiscono a mantenere quell’atmosfera grottesca che corre per tutto il libro.

Foulsham #2

Nel secondo libro della saga degli Iremonger, Foulsham, le voci dei protagonisti si ampliano rispetto al volume di esordio della strana famiglia custode dei rifiuti di Londra. Il primo capitolo è infatti narrato da James Henry Hayward, che nel volume di esordio non era certo un bambino bensì un tappo per vasca. La situazione si scopre capovolta: non è più Clod Iremonger il custode di James, ma quest’ultimo di Clod, che in questo libro non è un ragazzino malaticcio ma una mezza sovrana d’oro. Un’importantissima mezza sovrana, e così dovrà restare fino a quando suo nonno non abbia trovato un modo per renderlo docile, un modo per far sì che il suo ribelle nipote supporti la causa della Famiglia. Lucy Pennant, l’orfana di cui Clod si è innamorato, è stata invece trasformata da Umbitt in un bottone di argilla, e lanciata oltre Bay Leaf House, nei cumuli, per renderla inoffensiva. Il secondo libro amplia l’orizzonte spaziale rispetto al primo, che si svolge tutto all’interno della residenza degli Iremonger. Come suggerisce il titolo, il campo di narrazione e di battaglia del secondo libro è il quartiere dei cumuli, prima conosciuto come Forlichingham e ora come Foulsham. Una curiosità di questo quartiere è che l’autore gli ha dato il nome del luogo in cui è nato, quello del piccolo villaggio che sorge nella contea del Norfolk. Come nel primo libro, le atmosfere gotiche conquistano il lettore con il loro incedere fumoso e maleodorante, e qui compare perfino un mostro, una sorta di Frankenstein abbandonato quando era appena un neonato fra i cumuli: Binadit, l’uomo di spazzatura.

Lombra #3

Edward Carey gioca con le parole anche nell’ultimo libro della saga degli Iremonger, e fin dal titolo: così Londra, la città protagonista della conclusione della saga, si trasforma in “Lombra” in italiano e in “Lungdon” nel titolo originale. Quest’ultimo termine fa pensare ai polmoni, quelli pieni di fumo dei manichini costruiti senza sosta dai capifamiglia Iremonger per devastare la città che li ha traditi, quel Parlamento che ha approvato la crudele legge che ha permesso che Heap House e tutta Foulsham fossero bruciate, insieme ai suoi abitanti. Chi è riuscito a fuggire dal rogo medita vendetta contro la crudele Lombra e contro i suoi abitanti, che cominciano prima piano e poi sempre più velocemente a venir trasformati in oggetti dei più svariati tipi. Gli Iremonger, costretti a nascondersi in una villetta per scampare alla polizia che dà loro la caccia, hanno un piano per distruggere il Parlamento dall’interno, e Clod sarà l’artefice della sua buona riuscita, almeno nei disegni di nonno Umbitt. Rispetto ai primi due libri della saga c’è un ulteriore allargamento spaziale, nonostante gli Iremonger sopravvissuti siano meno. I protagonisti principali della storia, Clod, Lucy, la cugina Pinalippy (promessa sposa di Clod fin dalla loro nascita), la londinese Eleanor Cranwell, i ragazzi-fiaccola e gli Iremonger più agguerriti si spostano tra le vie tessendo piani e osservando le reazioni dei londinesi alla catastrofe. La parola d’ordine del capitolo finale della saga è l’azione, il caos che porta tutti a un unico punto: il Palazzo di Westminster. Una degna conclusione, grottesca come il lettore si aspetta, offuscata tuttavia da una certa fretta di concludere che non svela al lettore da dove nasce il potere “magico” della strana famiglia Iremonger, da cosa derivi la maledizione che si portano dietro, e perché il patto fra loro e la città di Lomdra sia sorto e sia stato poi ripudiato. Nonostante questo, la trilogia si rivela ricca di elementi originali e descrizioni vivide e gotiche e oscure atmosfere che faranno immergere il lettore nel fumo più nero, fra ratti e periferie, fino al tu per tu con la regina Victoria, nientemeno.

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