I diari degli angeli

Il british man più famoso d’Italia, il geniale inventore del Metodo Sloan che con le sue lezioni ha appassionato alla lingua inglese migliaia di italiani, ha anche scritto un romanzo fantasy, lo sapevate?

Gahan, il protagonista del libro, è stato trasformato da Jehovah/Dio in uno scheletro dal fuoco infernale, dopo la cacciata degli angeli dal Paradiso… Per colpa di Lucifero. Non è più un angelo, Gahan, è uno dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse. Il Triste Mietitore. Il Signore della Morte che sparge il terrore fra gli uomini in sella al cavallo Rosey, aiutato dal fido servo Ecumus. Quell’idiota! È solo colpa sua se Lucifero non concede al Triste Mietitore un po’ di ferie. Colpa sua e del fatto che Lucifero, Lucy il puzzone, abbia trovato il diario segreto che Gahan scrive fin dalla Cacciata dal Paradiso. Altro che ferie e vacanze, l’unica via di salvezza è fuggire per sempre dall’Inferno per scampare l’ira di quel ciccione di Satana, direzione: Londra…

I diari degli angeli, romanzo breve di esordio di John Peter Sloan, è fortemente influenzato dai libri di Terry Pratchett nelle tematiche affrontate (in particolare Il Tristo Mietitore e Buona Apocalisse a tutti – da cui è tratto il serial TV Prime Video Good Omens – scritto a quattro mani con Neil Gaiman) ma soprattutto nella verve comica (a onor del vero, tratto che ha sempre contraddistinto Sloan in ogni suo progetto) di alcuni passaggi, che sono poi i più piacevoli e originali del libro.

Il rapporto fra il Triste Mietitore e il servo Ecumus è sviluppato in gag comiche, e nel capire chi possa aver sottratto al mietitore d’anime il suo diario ci troviamo a leggere:

“Chi pensi che lo abbia preso, idiota?” sibilò l’Angelo della Morte “Mary Poppins?” “Come ha fatto quella donna a prenderlo, in nome di Satana?” Ecumus era sinceramente sbalordito.[..] “Mary Poppins è scesa all’Inferno con il suo grande ombrello e ha fregato il mio diario mentre dormivo!” Alla fine della frase Ecumus si ritrovò senza incisivi superiori.

La seconda parte del libro, con la fuga a Londra e la caccia infernale al fuggitivo scorre con rapidità, decisamente troppa. I personaggi che si incontrano, potenzialmente buoni, sono appena abbozzati e scompaiono appena esauriscono il loro fine narrativo. Si perdono nel giro di poche pagine l’ispettore George Harris di Scotland Yard e lo stesso Joel Brown, ovvero Gesù Cristo nella sua nuova veste di rock star. Il finale è aperto sul conflitto non risolto fra Gesù e il demone Mercabor, colui che giunse sulla Terra solo per infilare il chiodo nel piede del dio crocifisso.

La voglia di sperimentare che ha sempre contraddistinto Sloan si respira anche in questo libro, e se non è un capolavoro, è pur sempre una divertente, piacevole lettura che vi permetterà di conoscerlo in una veste inedita.

 I diari degli Angeli
John Peter Sloan
Romanzo Fantasy
Feltrinelli
2014

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