Forse l’amore

Forse l’amore è il quarto titolo della collana Tunué “Mirari”, che in latino significa contemplare con stupore. Più vicino a una storia illustrata che a un fumetto, l’agile libriccino parte da un verso in francese di una delle poesie simbolo dell’adolescenza, I ragazzi che si amano di Jacques Prévert, per raccontarci la giornata di una ragazza e di un ragazzo che per tutta la mattina, per tutte le lezioni, sono l’una lontano dall’altro, fino al dolce momento dell’incontro.

Le illustrazioni in acquerello di Sualzo sono come sempre delicate, sensibili, ricche di piccoli dettagli che fanno sussultare il cuore della generazione che ha amato Stand by me (e del film c’è un piccolo, adorabile cammeo fra le pagine del libro). Le immagini raccontano con colori e linee armoniose la storia in versi ideata da Silvia Vecchini, che diventa lo scheletro della narrazione, la pellicola attraverso cui scorrono le due vite in un liceo che potrebbe essere qualunque liceo d’Italia.

Pur essendo una storia essenziale per molti tratti, mentre leggevo mi sono trovata a pensare che sarebbe bello se i ragazzi di oggi spendessero almeno parte del famoso Bonus Cultura governativo, che tante polemiche e discorsi ha sollevato, per regalare questo piccolo promemoria alla persona che amano. Un dono in cui riconoscersi, che ha in sé quello ben più prezioso della condivisione di un momento della propria vita cui ogni adulto ripensa ogni tanto con nostalgia: è anche per questo che quelle immagini, vissute attraverso lo stile grafico di Sualzo, semplice e al tempo stesso particolareggiato, ancora oggi sono capaci di tirar fuori così tanta tenerezza e hanno il potere di evocare un ricordo che ha il sapore di “un cinema privato”.

Silvia Vecchini, Sualzo
Forse l'amore
Illustrato per ragazzi
Tunué
2017

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