Days of Hate – Atto primo

Stati Uniti d’America, anno 2022. In una fabbrica dismessa nei sobborghi di Downtown, Los Angeles, un uomo e una donna discutono su come la situazione sociale sia precipitata in pochi anni. Inizialmente fu una tempesta di fango, poi le elezioni, e ormai la situazione è arrivata a un punto in cui non si odia neppure più, si va avanti nella spirale distruttiva per inerzia. I corpi dei ribelli giacciono carbonizzati, come monito della polizia e delle loro milizie specializzate. Intanto Huiang Xing è convocata negli uffici del governo da Peter Freeman, capo delle operazioni dell’unità speciale di polizia antiterrorismo. L’interrogatorio parte in fretta, all’uomo servono informazioni sulla ex moglie di Xing, Amanda. La radicalizzata. La donna che non vuole arrendersi al nuovo corso politico degli Stati Uniti e reagisce nell’unico modo possibile. Guerriglia urbana, soppressione sistematica di tutti i suprematisti bianchi che le capitano a tiro. Dei così detti “alt-right”, dei nuovi nazisti insomma. Amanda e Xing sono state sposate a lungo, quando ancora le cose non si erano messe così male. La prima era una redattrice editoriale, l’altra una designer con specializzazione in architettura. Erano serene prima che le cose si mettessero male, prima di perdere il loro bambino e divorziare. Xing ripete all’investigatore di non sapere affatto dove sia e cosa stia facendo Amanda, ma Freeman è abituato a seguire le tracce, anche le più labili.

Ales Kot e Danijel Zezelj danno vita con Days of Hate a una storia distopica che parte da una riflessione sul nostro presente, sulla radicazione sempre più pericolosa e diffusa di ideologie estremiste che dividono il mondo e la società fra “noi” e “loro”. Come la più classica delle distopie, la storia si svolge in un mondo in cui esiste un sistema verticale altamente militarizzato, in in cui governa l’estrema destra e tutti coloro che non si adeguano al suprematismo bianco o allo stile di vita imposto dal governo vengono oppressi, inviati nei campi di lavoro o fatti sparire. Ci sono rimembranze del capolavoro di George Orwell, fra le pagine, la sensazione che tutto sia controllato nonostante nelle strade regni il caos. In questo scenario inquietante, reso ancora più angosciante dai colori cupi e acidi scelti dalla colorista Jordie Bellaire, si muovono le due protagoniste della storia, Amanda e Xing. Non si incontrano mai per tutto il volume, seguono due binari paralleli, due fili narrativi che lo sceneggiatore Ales Kot utilizza per rendere più realistico lo scenario politico e sociale e raccontarlo da due punti di vista: quello dei ribelli e quello del governo. Il piano sovversivo si intreccia con le vicende personali delle due donne, ogni particolare e ogni silenzio sono resi dallo stile di disegno sporco e al tempo stesso dinamico e dettagliato di Zezelj, perfetto per tenere il lettore come sospeso sul filo del rasoio, in attesa che tutto rovini. Il progetto del fumetto pubblicato in Italia da Eris nasce negli Stati Uniti d’America, dove abitano i due fumettisti, ed è stato pubblicato per la prima volta nel 2018 da Image Comics, una fra le tre major dell’industria editoriale di comics statunitense insieme a Marvel e DC.

 Days of Hate – Atto primo
Ales Kot, Danijel Zezelj, Jordie Bellaire
traduzione di Valerio Stivè
Fumetto Distopico
Eris,2019

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